Le contribuzioni richieste dalle chiese turbano la tranquillità dei fedeli. Molte persone credono che le somme siano obbligatorie, dato che sono esposte in quasi tutte le parrocchie.
In realtà si tratta solo di aiuti finanziari che le persone offrono alla chiesa volontariamente, per i quali devono ricevere una ricevuta.
I sacerdoti non possono pretendere queste somme. Inoltre, se chiedono soldi per i funerali rischiano di perdere la parrocchia.
Il Santo Sinodo: La decisione numero 13.842, del 22 dicembre 2014, afferma chiaramente che il sacerdote che chiede soldi per un funerale rischia di perdere la parrocchia. Fatto confermato anche da Vasile Bănescu, portavoce della Patriarcato Rumeno.
VASILE BĂNESCU, portavoce del Patriarcato Rumeno: “Ci sono sanzioni che vanno dalla semplice ammonizione, poi controlli periodici, si arriva al trasferimento disciplinare del sacerdote in questione o, nei casi estremi che comportano molti errori accumulati nel tempo, alla sospensione.”
VASILE BĂNESCU, portavoce del Patriarcato Rumeno: “È una decisione sinodale. Quando compaiono persone che dicono di non averne sentito parlare o che ne hanno sentito parlare ma non possono rispettarla per vari motivi, allora abbiamo un problema.”
Troverete ovunque contributi per i servizi religiosi. E i valori variano da una parrocchia all’altra. Indipendentemente dalla somma esposta, che in alcuni casi può arrivare fino a 1000 lei, le persone devono sapere che offrono questi soldi volontariamente.
Tutti i casi in cui vengono costretti a pagare possono essere segnalati alla Chiesa Ortodossa Rumena.



