Gli esperti sostengono che protegge il fegato e lo considerano l’elisir della giovinezza – La polenta e le preparazioni a base di mais sono consumate fin dai tempi di Colombo. Per i romeni, è stata e continua a essere considerata il cibo dei poveri, anche se studi recenti, condotti all’interno di alcune tribù amerindiane, hanno dimostrato che la media di vita di coloro che si nutrivano con prodotti a base di mais era molto più alta rispetto a quelli che non li includevano nella loro alimentazione.
Protegge lo stomaco e il fegato.
Specialisti tedeschi in biologia cellulare vegetale dell’Università di Colonia hanno recentemente scoperto la presenza di sostanze derivate dagli acidi arachico e palmitico nei chicchi di mais. Dal punto di vista chimico, queste sostanze sono acidi grassi, chetoacidi, risultanti dall’ossidazione dell’acido palmitico e arachico e sono prodotti esclusivamente nella radice della pianta di mais.
Questi chetoacidi ignorano le leggi della chimica e della biologia classica, assorbendosi nell’intestino con grande facilità, senza subire trasformazioni chimiche se non in proporzione del 22-28%. Una volta nel sangue, si trasformano in idrossiacidi che possono combinarsi chimicamente con almeno 57 specie di tossine presenti nell’organismo.
L’effetto disintossicante delle sostanze presenti nel mais facilita il lavoro del fegato nella neutralizzazione delle sostanze tossiche, riducendo considerevolmente il rischio di insufficienze e cirrosi epatica. La gastrite e l’ulcera sono alleviate dal consumo di polenta calda al posto del pane, poiché la polenta ha un effetto di riduzione dell’acidità e di calmante.
Prolunga la vita.
I ricercatori endocrinologi ritengono che un consumo quotidiano di polenta riduca del 60% il rischio di malattie mentali generate da disfunzioni tiroidee.
Inoltre, regola la concentrazione di glucosio nel sangue, risultando utile per i diabetici, e riduce
la quantità di colesterolo nel sangue, abbassando così il rischio di aterosclerosi e, implicitamente, di infarto. Il consumo di questo alimento è responsabile anche della longevità, essendo utilizzato come rimedio fin dai tempi dei romani.
Sviluppa la muscolatura.
Un fisiologo spagnolo ha osservato che i bambini più adatti per sport di alto livello in Ecuador e Colombia avevano un’alimentazione ricca di “pappe di mais”. Successivamente, ha avviato un ampio programma di ricerca in medicina sportiva, scoprendo che le stesse sostanze derivate dagli acidi palmitico e arachico hanno un ruolo nello sviluppo della fibra muscolare, modificando il modo di azione degli ormoni tiroidei.
Riduce il colesterolo.
La polenta ha la capacità di ridurre la quantità di colesterolo nell’organismo, abbassando implicitamente il rischio di aterosclerosi e di infarto.
Prolunga la vita delle ovaie.
La polenta rivitalizza le funzioni sessuali, in particolare quelle delle donne. Antropologi romeni hanno condotto ricerche nella zona di Rucăr-Bran, dove la polenta è più frequentemente presente sulla tavola dei romeni, e hanno scoperto che il 9% delle donne di oltre 65 anni ha avuto un’attività ovarica molto intensa, manifestata attraverso la prolungata vita sessuale anche dopo i 72 anni.
Benefica per gli obesi.
Questo preparato a base di mais è utile anche per coloro che soffrono di obesità, poiché offre una sensazione di sazietà estremamente rapida, grazie alle fibre alimentari nella sua composizione.



