Le cose brutte accadono anche alle persone buone. Questo perché il destino non è arbitrario, il mondo cieco e l’egoismo sono a volte molto connessi. Tuttavia, le persone nobili non rinunciano mai alle loro radici nonostante le ingiustizie, perché coloro che pensano con il cuore non comprendono la malvagità e i ragionamenti freddi. Tutti noi conosciamo persone di questo tipo. Inoltre, ogni volta che assistiamo a un atto nobile, di altruismo o eroismo, la maggior parte di noi si sente ispirata o addirittura in pace con il mondo.
Cosa è meglio? Sentirsi bene o fare del bene?
Questa domanda può sembrare un po’ strana: cosa potrebbe essere meglio? Investire nel nostro benessere o dare priorità al benessere di uno sconosciuto? È possibile che molti dei nostri lettori si dicano che la risposta è semplice, poiché qualcosa di così semplice come fare del bene tornerà a riequilibrare il nostro stato e la nostra soddisfazione personale. Tuttavia, questa conclusione non è così chiara per gli esperti. Infatti, proprio questa idea ha intrigato i specialisti sul comportamento umano per molti anni. Per questo motivo, i ricercatori dell’Università della California hanno condotto uno studio interessante in cui sono giunti alla conclusione che ci sono due scopi vitali all’interno di un essere umano, ognuno con implicazioni biologiche.
In primo luogo, ci sono le persone che si caratterizzano per l’aspirazione al benessere edonico. Cioè, un tipo di felicità che ha origine esclusivamente nella soddisfazione di sé, nella ricerca vitale del nostro stato di benessere. D’altra parte, ciò che viene identificato come benessere eudaimonico. Parliamo di un altro tipo di scopo, molto più profondo e elevato, in cui qualcuno cerca di svilupparsi e crescere come persona per dare il meglio di sé. Nello studio, è emerso che le persone con una chiara disposizione eudaimonica hanno convinzioni forti. Non importava quante volte la vita le avesse abbattute, quante volte fossero state ingannate o quante perdite avessero subito. Continuavano a pensare con il cuore, mettevano gli altri al primo posto e avevano fiducia nella nobiltà degli esseri umani. A loro volta, gli individui edonici hanno dimostrato una personalità più irregolare, volatile e mutevole.
Fare del bene, agire con il cuore contribuisce all’armonia nel caos, è un faro nell’oscurità del disastro. Che ci crediamo o no, essere una persona buona non significa dover essere eroi, non ci chiede di metterci in situazioni rischiose per gli altri e non ci chiede di cercare di salvare l’intera umanità. Possiamo essere buoni ogni giorno. Seminiamo gentilezza e rispetto nelle nostre azioni quotidiane, concentriamoci sulle piccole cose.



