La mia generazione – La gratitudine parte dai gesti molto elementari, che apprendiamo a casa.
La mia generazione è stata insegnata a dire: “Bacio la mano, mamma”, “Bacio la mano, papà”… “I bambini di oggi non vengono più insegnati dalle loro madri a dire alla fine del pasto ‘bacio la mano, mamma’.”
Che cos’è la gratitudine?
È il sentimento che riconosci quando qualcuno, una persona o più persone o un’istituzione ti ha fatto del bene. C’è molta negatività intorno a noi. Coltivare la gratitudine e l’ottimismo realistico aiuta a concentrarci su ciò che è buono. Coloro che praticano la gratitudine hanno una maggiore soddisfazione di sé. La gratitudine porta con sé il benessere e la felicità. Quando siamo grati, il nostro cervello produce ossitocina, un ormone che ci aiuta a connetterci con chi ci sta vicino. Lo stesso ormone prodotto dalla madre dopo il parto e presente nel latte materno. La gratitudine migliora le relazioni. Ci fa sentire più vicini agli amici e al partner. Quando i partner esprimono gratitudine l’uno verso l’altro, saranno più soddisfatti della loro relazione. La gratitudine è benefica anche per i bambini e gli adolescenti. Sperimentano una maggiore soddisfazione nella vita e si sentono più connessi con le persone intorno a loro.
Il rispetto, sebbene si manifesti più spesso nelle relazioni con gli altri, parla molto dei propri valori e di noi stessi. Apprendiamo il rispetto fin dall’infanzia, implicitamente, attraverso una serie di comportamenti socialmente accettabili che seguiamo. A un certo punto della vita, prendiamo coscienza del rispetto come parte del nostro sistema di valori. Nella vita ci accorgeremo che offriamo rispetto in modo diverso a una persona rispetto a un’altra (il che va bene), e questo dipende da noi e dai nostri valori, non dall’altro.
Parole semplici come “grazie” e “mi dispiace” fanno parte del nostro vocabolario. Rispettiamo le promesse fatte e molte altre cose di questo genere.



