Sin dai tempi antichi, l’umanità ha costruito strutture in cui si venera Dio. Le persone hanno eretto centri di varie forme e dimensioni in cui si svolgono diversi tipi di culto. All’interno della Chiesa cristiana, anche se il concetto di base della venerazione è lo stesso, ci sono dottrine e usanze diverse nelle varie tradizioni della Chiesa. Qui parleremo delle tradizioni della Chiesa Ortodossa Romena.
Iniziamo con la croce al collo dei cristiani, che è un simbolo che identifica il cristianesimo. Una croce indica il sacrificio di Cristo, che è l’essenza della fede cristiana. La croce ha un significato molto importante nella chiesa romena. Nel Nuovo Testamento, la parola “croce” è usata in una metafora simbolica. Non è mai usata nella Bibbia come un’icona fisica. C’è la tendenza per le persone di essere catturate in questioni superficiali. Non si concentrano sull’essenza del cristianesimo e sull’amore di Dio che è stato mostrato sulla croce. Paolo ha spiegato: “Poiché la predicazione della croce è una follia per quelli che periscono; ma per noi, che siamo salvati, è la potenza di Dio” (1 Corinzi 1:18).
Anafura o pane benedetto, è il pane usato nel rituale cristiano. Alla fine della liturgia, viene distribuito ai fedeli e deve essere mangiato per primo, a stomaco vuoto. Insieme al vino sacramentale, i due elementi sono trasformati nel Corpo e Sangue del Salvatore Gesù Cristo attraverso la venuta dello Spirito Santo. Da qui si dice che l’anafura ha poteri speciali di grazia, poiché è stata toccata dal Corpo e Sangue del Signore.
L’agheasma è l’acqua benedetta dal sacerdote durante il servizio di Sfeștanie e nel giorno dell’Epifania. Esistono due tipi di agheasma: agheasma piccola e grande. L’agheasma grande è quella dell’Epifania, mentre quella piccola è usata più frequentemente, chiamata anche sfeștanie. L’acqua benedetta, da cui bevono i fedeli e con cui il sacerdote asperge durante il servizio o quando va a benedire le case delle persone, acquista quel potere curativo dalle malattie, che scaccia anche i diavoli, distruggendo le loro opere (cf. 1 Giovanni, 3, 8), come ha fatto il Salvatore e gli apostoli.
La pratica dell’unzione con olio appare nel Nuovo Testamento. Gesù incoraggia i suoi discepoli a ungere con olio in qualsiasi momento. Lo scopo principale dell’unzione con l’olio santo è quello di santificare e guarire i cristiani. L’olio benedetto ha proprietà santificanti e purificatrici. Ogni volta che qualcuno versa olio su una persona o su un oggetto, consacra quell’oggetto come oggetto benedetto del Signore.



