Alexandru Vlahuță è stato uno scrittore romeno, una delle sue opere più conosciute è Romania Pitorească. È nato nel 1858 e morto nel 1919. È stata scoperta una sua lettera indirizzata alla figlia Margareta, contenente consigli per costruire un bel carattere. Di seguito citeremo la lettera di Alexandru Vlahuță.
“Vivi, cara Mimilica, e sii buona! Sii buona affinché tu possa essere felice. I cattivi non possono essere felici. Possono avere soddisfazioni, piaceri, persino fortuna, ma felicità no. No, perché, prima di tutto, i cattivi non possono essere amati, e in secondo luogo,… in secondo luogo… ah! la fortuna e le altre “cose simili”, che le somigliano, vengono dall’esterno, dalle persone, dalle circostanze, su cui non hai alcun controllo e nessun potere, mentre la felicità, la vera felicità, nasce in te e fiorisce in te e porta frutto, quando hai preparato l’anima per essa. E la preparazione è un’opera di ogni istante: quando perdi la pazienza, disperdi tutto ciò che hai accumulato e devi ricominciare da capo. Ecco perché vedi così poche persone felici… Tante quante ne meritano…
A, se non ci amassimo così senza misura, se non facessimo tanto caso a noi stessi e se ci rimproverassimo ogni volta che abbiamo mentito o ci siamo sorpresi in una cattiveria, o in un’azione brutta, se, infine, ci esaminassimo più spesso e con maggiore imparzialità (facile a dirsi!), arriveremmo a raschiare da noi quella parte di stupidità presuntuosa, di cattiveria e di disonestà sporca, da cui si nutre la bestia che si crogiola nella nostra nobile natura. È noto che il dolore è un meraviglioso consigliere. Chi è più aperto di mente trae insegnamento anche dai dolori altrui. Ho grande fiducia nella tua volontà. Resta solo da sapere cosa vuoi. E vedo che hai cominciato a saperlo. Dio, quanto mi fa piacere che hai iniziato a osservarti, a rimproverarti e a cercare da sola la vera strada!
Così, cara Mimilica, rimproverati ogni volta che ti senti egoista, ogni volta che il serpente della cattiveria, dell’invidia o della menzogna ti morde il cuore. Sii severa con te stessa, giusta con gli amici e generosa con i cattivi. Fatti piccola, fatti insignificante ogni volta che l’intelligenza ti spinge a gridare: “Guardate me!” Ma soprattutto vorrei scrivere direttamente nel tuo cuore questo: Non compiere mai un’azione di cui il ricordo potrebbe farti arrossire. Non c’è trionfo al mondo, né sostegno più forte, né soddisfazione completa, come una coscienza pura.
Conserva questa lettera. Quando avrai cinquant’anni, la comprenderai meglio. Che Dio voglia che tu la legga allora con l’anima serena di oggi.
Ti abbraccia con affetto,
Al. Vlahuta
“Quando hai compiuto diciassette anni.”



