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240.380 morti. La Cina ha riconosciuto il numero reale di persone colpite dal coronavirus

Nel tentativo di evitare qualsiasi indagine sulle origini dell’epidemia di Wuhan, le autorità cinesi hanno deciso di rivelare il numero reale dei morti. La Cina ha soppresso o distrutto intenzionalmente prove dell’epidemia di coronavirus in un “attacco alla trasparenza internazionale” che ha costato decine di migliaia di vite, secondo un dossier preparato dai governi occidentali riguardo alla contagiosità del COVID-19.

Il documento di ricerca di 15 pagine, ottenuto dal The Saturday Telegraph, fornisce le basi per un caso di negligenza contro la Cina. Esso afferma che, per “mettere in pericolo altri paesi”, il governo cinese ha coperto le notizie sul virus, silenziando o “facendo scomparire” i medici che hanno parlato, distruggendo prove in questo senso nei laboratori e rifiutando di fornire campioni a scienziati internazionali che lavoravano per un vaccino.

I suoi temi principali includono il “rifiuto mortale della trasmissione da uomo a uomo”, il silenziamento o la “scomparsa” di medici e scienziati che hanno parlato e la distruzione delle prove del virus nei laboratori di studi genomici, insieme al rifiuto di fornire campioni di virus vivo a scienziati internazionali che lavorano a un vaccino contro il coronavirus.

Il dossier, ottenuto in esclusiva dal Daily Telegraph, include anche ulteriori dettagli sul possibile ruolo svolto dal laboratorio di virologia di Wuhan:

La posizione del governo australiano è che il virus provenga molto probabilmente dal mercato umido di Wuhan, ma che ci sia una possibilità remota – una probabilità del 5% – che sia sfuggito accidentalmente da un laboratorio. Secondo i rapporti di questa settimana, gli Stati Uniti affermano che è molto probabile che il virus sia fuoriuscito da un laboratorio, ma potrebbe anche provenire da un mercato umido che commercia e sacrifica animali selvatici, dove sono emerse altre malattie, inclusa l’influenza aviaria H5N1 e la SARS.

Recentemente, gli americani hanno intentato una causa contro la Cina, accusandola di diffondere il coronavirus. Gli Stati Uniti incolpano la Cina per la pandemia di coronavirus. I danni richiesti nella causa ammontano a 20 trilioni di dollari e rappresentano una somma superiore al PIL della Cina. La causa è stata intentata dall’avvocato americano Larry Klayman e dal suo gruppo di avvocati Freedom Watch, insieme alla compagnia texana Buzz Photos, che sostiene che il coronavirus sia il risultato di un’arma biologica preparata dalle autorità cinesi.

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