La saturazione di ossigeno misura la percentuale di ossihemoglobina nel sangue che scorre attraverso le arterie del corpo. La saturazione di ossigeno è un parametro vitale per definire il contenuto di ossigeno nel sangue e la sua fornitura.
Per gli adulti, l’intervallo normale è di circa il 95-100%. Un livello inferiore al 90 indica già una condizione patologica. I livelli sotto il 67 sono considerati molto bassi, iniziano a influenzare il cervello e indicano la necessità urgente di ossigeno supplementare. L’ossigeno supplementare viene fornito tramite un cilindro di ossigeno collegato al naso tramite un tubo, con o senza maschera.

La misurazione della saturazione di ossigeno è particolarmente importante per i pazienti con condizioni di salute che possono ridurre il livello di ossigeno nel sangue. Queste condizioni includono la broncopneumopatia cronica ostruttiva, l’asma, la polmonite, il cancro ai polmoni, l’anemia, l’insufficienza cardiaca, l’infarto e altri disturbi cardiopolmonari. La saturazione di ossigeno nel sangue può essere misurata utilizzando uno strumento noto come pulsossimetro. Questa è una metodologia semplice, indolore e non invasiva in cui una sonda viene posizionata sulla punta del dito o sul lobo dell’orecchio per misurare indirettamente la saturazione di ossigeno.
I sintomi più comuni che portano a una diminuzione della saturazione di ossigeno includono mal di testa, battito cardiaco accelerato, tosse, difficoltà respiratorie, respiro sibilante, anemia, confusione e cianosi della pelle e delle mucose.
Una diminuzione della saturazione di ossigeno rappresenta sempre un segnale di allerta che deve essere trattato immediatamente. A seconda della gravità della condizione, un medico può prescrivere ossigeno supplementare, che ha l’effetto più diretto sul livello di saturazione di ossigeno. Tuttavia, per condizioni lievi a moderate, ci sono modi naturali per aumentare il livello di saturazione di ossigeno nel sangue.
Ad esempio, l’esercizio fisico può migliorare la capacità polmonare di scambio gassoso e può proteggere contro l’ipossiemia. Anche se per alcune persone questo trattamento funziona, per altre potrebbe non essere efficace. Per questo motivo, è importante ascoltare anche il parere di un medico prima di iniziare un regime di esercizi fisici. Una dieta sana ed equilibrata può anche aiutare a migliorare la saturazione di ossigeno nel sangue. Poiché la carenza di ferro è una delle principali cause di bassa saturazione di ossigeno, consumare alimenti ricchi di ferro, come carne, pesce, fagioli, lenticchie e noci di anacardo, può essere utile.
Il cervello è l’organo più suscettibile all’ipossia, e le cellule cerebrali possono iniziare a morire dopo cinque minuti di mancanza di ossigeno. Se l’ipossia dura più a lungo, possono verificarsi coma, convulsioni e morte cerebrale. È molto importante monitorare regolarmente la saturazione di ossigeno e, se questa diminuisce, determinare rapidamente la causa della bassa saturazione di ossigeno.



