La leggenda dell’albero di Natale racconta che Nostro Signore Gesù, durante i suoi viaggi con San Pietro, passò attraverso una foresta e, mentre camminavano, scoppiò una grande tempesta. Egli cercò un luogo dove nascondersi e l’unico albero che offrì protezione fu l’abete, poiché non aveva frutti da proteggere.
La leggenda romena dell’albero di Natale
La più bella tra le leggende è la storia dell’albero di Natale popolare romeno, che narra che “tanto tempo fa, quando i piedi santi di Nostro Signore Gesù calpestavano ancora questa terra, scoppiò all’improvviso una tempesta mai vista prima. La grandine era grande come un uovo di piccione, il vento strappava le pietre dal suolo, e il cielo si era oscurato come se fosse notte, anche se era mezzogiorno. Gesù Cristo e San Pietro si trovavano proprio allora lungo la strada, ai margini di una foresta, e chiesero rifugio agli alberi, che però si nascondevano, tremanti e spaventati.
Gli orgogliosi querce e faggi non vollero accoglierli sotto la loro protezione, poiché a malapena riuscivano a proteggere il loro fogliame rigoglioso dall’ira del cielo – come avrebbero potuto accogliere anche i due viaggiatori? I meli e i peri dissero che dovevano proteggere i loro frutti, i salici e i pioppi si fecero gli indifferenti e rimasero in silenzio. Tra tutti, solo l’abete si offrì di dare rifugio. Egli disse: «Non ho frutti da proteggere, il mio fogliame è fatto di aghi appuntiti che non temono la grandine, gli uomini mi evitano e mi considerano inutile, ma se volete onorare la mia copertura con la vostra presenza, io vi accoglierò come meglio so e avvolgerò i vostri corpi con i miei rami folti».
Detto fatto. Nostro Signore Gesù e Pietro furono protetti nel miglior modo possibile dall’abete degno. Poi, la tempesta si fermò e il sole rispuntò di nuovo, fiero nel cielo. Allora, uscendo dal rifugio delle fronde, Gesù parlò così all’abete: «Tra tutti gli alberi, tu, abete, sei stato il più degno, e io, per volontà del Mio Padre, ti ricompenserò. Che da oggi in poi, d’inverno, tu non perda più il tuo fogliame come gli altri alberi, ma lo conservi per sempre.
Inoltre, che i tuoi aghi pungenti acquisiscano un profumo che possa rallegrare gli uomini, dare loro forza e guarire le loro malattie, affinché possano apprezzarti come si deve. Quanto alla tua mancanza di frutti, che in pieno inverno, quando tutti i frutti della terra saranno finiti, gli uomini ti adornino e pongano sui tuoi rami tutte le delizie, e quando si raduneranno intorno a te, possano pensare a Me, perché tu sei l’albero a Me più caro».
Appena disse queste parole, Gesù scomparve, insieme a Pietro, in un raggio di luce. Rimase nella foresta però l’alto abete, con i suoi doni immortali, così come questa storia sussurrata dal fogliame degli alberi, scossa dalla meraviglia divina.



